Alcol e gravidanza

di , 16 Maggio 2012 16:42

Non è la prima volta che in questo blog trattiamo di questo tema, che è purtroppo molto attuale.

Infatti negli ultimi anni gli studi su questo problema sono sempre più numerosi, perchè, nel mondo occidentale, oggi l’uso di alcol in gravidanza è la principale causa prevenibile di ritardo mentale nel bambino.

Se una donna in gravidanza ingerisce bevande contenenti alcol, questo arriva al feto attraverso la placenta, con una concentrazione pari a quella presente nel sangue della madre.

Il feto non ha ancora sviluppato la capacità di metabolizzare l’etanolo, che è per lui tossico e va a danneggiare lo sviluppo del cervello e degli altri organi fetali.

L’esposizione alcolica può causare aborto, morte fetale, nascita prematura, basso peso alla nascita, anormalità nello sviluppo, ritardo mentale, alterazioni somatiche e danni a livello neuro-comportamentale che a volte sono evidenti soltanto in età scolare.

Abbiamo già accennato in altri post alla patologia più grave: la sindrome feto-alcolica (FAS), descritta per la prima volta negli anni ’70. Si tratta di una manifestazione patologica con effetti permanenti e irreversibili sullo sviluppo del sistema nervoso.

Oltre alla sindrome feto-alcolica possono manifestarsi anche altre alterazioni, con livelli di gravità differente: le FASD (Foetal Alcohol Spectrum Disorders). Uno spettro di distrurbi che danno luogo a vari sintomi, per i quali non sempre si riesce a individuare l’origine legata al consumo di alcolici della madre in gravidanza.

E’ molto importante sottolineare che il danno al feto non è correlato alla dose di alcolici assunta: infatti non è stata individuata una quantità di alcol priva di rischi per il feto.

Per questo è importante che le donne in gravidanza sappiano che è fondamentale l’astensione totale dal consumo di alcolici.

Codice di autodisciplina pubblicitaria

di , 9 Maggio 2012 11:01

Si tratta del codice di autodisciplina della comunicazione commerciale, che contiene una sezione dedicata alle bevande al­coliche.

Ad esso aderiscono sia le aziende produttrici che i mezzi di comunicazione e le agenzie di pubblicità.

II suo obiettivo è quello di vigilare sul contenuto degli annunci pubblicitari, nell’interesse del pubblico cui il messaggio è diretto.

Il Codice italiano afferma che: La co­municazione commerciale relativa alle bevande alcoliche non deve contrastare con l’esigenza di favorire l’affermazione di modelli di consumo ispirati a misura, correttezza e responsabilità. Ciò a tutela dell’interesse primario delle persone, ed in particolare dei bambini e degli adolescenti, ad una vita familiare, sociale e lavorativa pro­tetta dalle conseguenze connesse all’abuso di bevande alcoliche

Nello specifico, la comunicazione commerciale deve evitare di:

-  incoraggiare un uso eccessivo di bevande alcoliche;

- rappresentare situazioni di at­taccamento al prodotto e di dipendenza dall’alcol;

- rivolgersi o fare riferimento ai minori;

- associare la guida di veicoli con l’uso di bevande alcoliche;

- indurre a ritenere che il consumo con­tribuisca alla lucidità mentale e all’efficienza fisica e sessuale;

- rappresentare come valori negativi la sobrietà e l’astensione dal consumo;

- utilizzare come tema principale l’elevato grado alcolico di una bevanda.

 

Purtroppo spesso queste indicazioni vengono disattese, anche se in modo ambiguo…

Ricordiamo che in Francia è fatto divieto di pubblicizzare le bevande alcoliche di qualsiasi tipo.

 

Tratto dal Glossario Italiano di Alcologia dell’Osservatorio permanente sui giovani e l’alcol, 2011

http://www.alcol.net/index.php?Itemid=23&id=5&option=com_content&task=blogcategory

http://www.alcol.net/images/Varie/glossario%20testo%20finale.pdf

Un test per scoprire quanto sai sull’alcol

di , 2 Maggio 2012 18:02

 

 

 Cliccando sul link in fondo al post potete trovare un interessante test che permette di capire quali sono le vostre conoscenze sull’alcol.

 E’ adatto a ragazzi e adulti e, una volta compilato, è possibile vedere il risultato e ottenere via mail un utile e-book informativo.

http://www.sosalcolismo.it/

 


 

Nuove forme di sballo: l’igienizzante per le mani

di , 30 Aprile 2012 13:37
Stamattina ho letto una notizia che mi ha turbato molto: è del 27 aprile l’allarme lanciato da Adnkronos Salute, riguardante per adesso “solo” gli Stati Uniti.
Proprio negli USA si sta facendo strada una nuovo, inquietante modo per sballarsi tra i giovanissimi: il fenomeno in espansione ha a che fare con l’utilizzo di gel igienizzanti per le mani per ottenere l’effetto delle sostanze alcoliche.
Si tratta di un prodotto facilmente reperibile per tutti e che negli Stati Uniti si trova anche in dispenser gratuiti nei locali pubblici.
I giovanissimi lo utilizzano aggiungendolo alle bevande alcoliche per renderle super-alcoliche, o ancora, lo consumano puro dopo averlo distillato.
Questo composto apparentemente innocuo è in realtà un dispositivo medico composto per il 60-70% da alcol etilico. Secondo Cyrus Rangan, Direttore dell’ufficio tossicologia del Children’s Hospital di Los Angeles, basta una piccola quantità di questo gel perchè un adolescente si ubriachi. Sono sei gli adolescenti finiti al pronto soccorso negli utlimi mesi, proprio a causa di questo singolare utilizzo.
Oltre alla possibilità di ingestione portata avanti dai ragazzi per sperimentare forme di sballo alternative, il rischio può anche essere quello di ingestione involontaria da parte di bambini piccoli.
Gli esperti americani suggeriscono ai genitori di acquistare il prodotto in schiuma anzichè in gel, perchè la schiuma è meno facile da distillare.
Dal mio punto di vista una strategia del genere appare banale, e probabilmente, totalmente inutile.
La curiosità e la voglia di sperimentare degli adolescenti può assumere le forme più disparate, ma il compito degli adulti non è certo quello di “mettere pezze” per tappare falle già create.
Sarebbe certo più opportuno impegnarsi nel cercare di comprendere il significato di tali atti, che sono sempre e comunque delle richieste d’aiuto da parte di ragazzi in difficoltà.
La cosa migliore sarebbe una promozione della salute dei propri figli fondata sul dialogo e la comprensione delle richieste dei ragazzi, che passi anche attraverso l’uso della creatività.
La creatività può essere sviluppata verso aree positive, in modo da prevenire “condotte creative in negativo”, come quella di cui parliamo oggi.

Età e effetti dell’alcol

di , 16 Aprile 2012 19:54

 

 

 

L’ADH (alcol deidrogenasi) è l’enzima che permette la metabolizzazione dell’alcol in circolo nell’organismo.

Nei ragazzi sotto i 16 anni l’enzima ADH funziona molto meno che negli adulti, è per questo che i ragazzi sono più sensibili degli adulti agli effetti dell’alcol e possono riportare danni più gravi, soprattutto a livello neuronale e a livello del fegato.

Negli ultimi 40 anni sono stati molto studiati i danni che l’alcol produce sul fegato, soprattutto la cirrosi alcolica. È solo in tempi più recenti che si è cominciato a prestare attenzione anche ai danni che produce sul cervello, danni che erano evidenziabili solo quando la patologia era ormai avanzata. Il danno cerebrale coinvolge lo sviluppo, l’organizzazione e l’attività delle cellule cerebrali, regolando l’attività dei neurotrasmettitori e dei fattori di crescita.

Possono dunque esserci sia effetti immediati che effetti a lungo termine, capaci di condizionare tutto l’arco di vita dell’individuo.

Grazie alla PET (Positron Emission Tomography) è possibile vedere i processi funzionali all’interno del corpo ed evidenziare l’attività cerebrale di aree in risposta a stimoli specifici. La PET ci ha permesso di osservare che l’alcol riduce il metabolismo cerebrale e l’ubriacatura abbassa l’attività del cervello.

L’attività tossica dell’alcol si esplica soprattutto nella corteccia orbito-frontale, ovvero la regione deputata ai processi decisionali, emozionali e motivazionali e nell’ippocampo, sede dell’apprendimento e della memoria.

 L’attività neurotossica dell’alcol può dunque influire in modo negativo sui ragazzi e sulle loro capacità di apprendimento e di relazionarsi con gli altri.

Gli adolescenti sono più vulnerabili fisicamente e psicologicamente all’alcol perché  il loro cervello è ancora in fase di trasformazione ed è maggiormente esposto alle sollecitazioni esterne.

Ricordiamo che la legge proibisce la somministrazione di bevande alcoliche ai minori di 16 anni e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda di non bere alcolici al di sotto dei 16 anni.

Gli effetti dell’alcol sono diversi tra uomini e donne?

di , 11 Aprile 2012 19:44

 

Le donne risentono più degli uomini degli effetti negativi delle bevande alcoliche.

Questa maggiore vulnerabilità è dovuta ad alcune differenze fisiologiche:

 

 

1) la costituzione corporea;

2) l’attività dell’enzima ADH;

3) gli ormoni sessuali

 

1)    La differente costituzione corporea

La capacità di assorbire alcol varia al variare della massa corporea e del contenuto di acqua nel nostro organismo. Nell’organismo delle donne è contenuta una minore quantità d’acqua e una maggiore quantità di massa grassa rispetto agli uomini.

Considerato il fatto che l’alcol si distribuisce solo nell’acqua, a parità di quantità di alcol ingerita, la concentrazione nel sangue sarà maggiore per le donne.

Gli effetti e i danni dell’alcol crescono all’aumentare della concentrazione nel sangue, per questo i rischi di danni fisici e psichici sono maggiori per le donne.

Non si deve trascurare il fatto che le donne possono raggiungere più facilmente il limite massimo di alcolemia consentito alla guida.

2)  La  differente attività dell’enzima ADH

L’etanolo viene metabolizzato principalmente da un enzima che si chiama alcol deidrogenasi (ADH), che è composto da diversi isoenzimi localizzati soprattutto nel fegato. Alcuni isoenzimi sono localizzati anche nello stomaco, alcuni studi dimostrano che nella donna l’attività dell’ADH gastrica è inferiore a quella dell’uomo.

3)   La differente azione degli ormoni sessuali

È molto importante anche l’azione degli ormoni sessuali (estrogeno e progesterone). La donna è più suscettibile in particolari momenti del ciclo, in particolare durante la fase premestruale e durante l’ovulazione.

Anche i contraccettivi hanno un ruolo importante perché rallentano il metabolismo dell’alcol. Quando si assume la pillola anticoncezionale, l’alcol rimane in circolo più a lungo. L’uso precoce di alcol può indurre un ritardo nella comparsa del menarca e alterare il ciclo, fino a dare luogo ad amenorrea, menopausa precoce e danneggiare la fertilità.

Ci sono studi che associano il consumo di sostanze alcoliche all’insorgenza di tumori, soprattutto il cancro al seno,  rispetto al quale si è riscontrato un aumento in seguito all’assunzione giornaliera, rispetto ad un campione di non bevitrici o di donne che consumavano bevande alcoliche una volta alla settimana.

Glossario alcologico: Bere

di , 3 Aprile 2012 12:45

Bere eccessivo

Espressione che fa riferimento a un’abitudine al bere consi­derata eccedente rispetto agli standard del bere moderato o dell’accettabilità sociale. Bere a rischio è un’espressione equi­valente, attualmente più in uso tra gli alcologi.

Bere moderato

Modalità con la quale la grande maggioranza di una popola­zione consuma alcolici. Il bere moderato generalmente è con­siderato privo di effetti indesiderati di qualsivoglia natura ed esprime le valenze positive (culturali, di socialità, di benessere etc.) del consumo di bevande alcoliche.

Bere problematico

Modalità di assunzione di bevande alcoliche che può dare ori­gine a problemi, individuali o collettivi: di salute, familiari, in­terpersonali, professionali e sociali. Altre possibili espressioni sono “problemi legati al bere” o “problemi con il bere”.

Bere responsabile

Modalità di consumo di bevande alcoliche moderato e con­sapevole, tale perciò da non comportare problemi di salute o danni al bevitore e ad altre persone.

Bere sociale

Consumo di bevande alcoliche che avviene in compagnia di altri e secondo modalità e in occasioni promosse e accettate socialmente.

Tratto dal Glossario Italiano di Alcologia dell’Osservatorio permanente sui giovani e l’alcol, 2011

 

Alcopop o designer drink

di , 27 Marzo 2012 21:45

Gli alcolpops o designer drinks sono bevande, recentemente apparse in commercio, che rappresentano una parte significativa del mercato degli alcolici. Si tratta di bevande particolari, dolci, colorate e confezionate in modo accattivante, destinate all’uso dei ragazzi e, in particolare, delle ragazze, infatti vengono anche chiamati girlie drinks.

Anche se il colore e il formato mascherano il contenuto alcolico non dobbiamo dimenticare che si tratta comunque di bevande alcoliche, con una gradazione del 5/6%, pertanto il loro abuso può avere conseguenze dannose sulla salute dei ragazzi che ne fanno uso e soprattutto delle ragazze. Una ragazza di 14 anni con un peso di circa 50 kg dopo due alcolpop può raggiungere una concentrazione di alcol nel sangue pari a 0,9 g/L, un valore molto simile al limite legale per la guida (che è di 0,5 g/L).

Gli alcolpop rappresentano un problema di cui tenere conto, soprattutto perché nelle ragazze l’uso di alcolici in adolescenza provoca facilmente intossicazione acuta (coma etilico) e aumenta il rischio di disordini ormonali e di comportamenti a rischio.

Con questo tipo di bevande è molto facile iniziare presto l’abitudine a bere alcolici.

 

Glossario alcologico: abuso

di , 23 Marzo 2012 11:04

Abuso

Secondo il DSM (Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali) è una modalità patologica di consumo di bevande alcoliche o di altre sostanze come droghe illegali o medicine, collegata alla presenza di una (o più) delle seguenti condizioni ricorrenti con varia frequenza nell’arco di 12 mesi: l’incapacità di svolgere attività lavorative e sociali; la difficoltà di svolgere il proprio ruolo nell’ambito della famiglia; l’assunzio­ne ripetuta della sostanza in situazioni di rischio; il verificarsi di problemi legali correlati; l’uso continuativo della sostanza nonostante persistenti o ricorrenti problemi sociali o interper­sonali causati dagli effetti della stessa.

Abuso occasionale

Consumo eccedentario di natura meramente casuale e saltua­ria.

Abuso regolato

Consumi di bevande alcoliche la cui eccedenza è culturalmente prevista e limitata a occasioni particolari: ad esempio, ricorren­ze del corso di vita (nascite, matrimoni, funerali, anniversari, ecc.) o riti di passaggio (come quelli che, nelle società tradizio­nali, segnavano la transizione all’età adulta).

Tratto dal Glossario Italiano di Alcologia dell’Osservatorio permanente sui giovani e l’alcol, 2011.

 

Tra rischio e protezione: Scialla!

di , 19 Marzo 2012 22:43

 

 

 

 

 

Un film che parla di adolescenza e di relazioni familiari, ma soprattutto di crescita e scoperta della propria identità, indipendentemente dalla propria età anagrafica.

I protagonisti sono due: Bruno e Luca.

Bruno Beltrame (Fabrizio Bentivoglio) è un ex insegnante con la passione per la scrittura, un uomo deluso dalla vita, che ha lasciato l’insegnamento per inseguire il sogno della scrittura. Un sogno che si infrange sugli scogli della vita quotidiana e delle questioni economiche con le quali barcamenarsi e che lo porta fare ripetizioni a domicilio e a scrivere su commissione le storie degli altri. Attualmente scrive la biografia di Tina (Barbara Bobulova), una famosa pornostar slovacca che è diventata una produttrice di film hard.

Bruno fa, in modo svogliato, ripetizioni ad altrettanto svogliati studenti in difficoltà con l’andamento scolastico. Tra i suoi studenti c’è Luca (Filippo Scicchitano), quindici anni, ignorante e irriverente, ma soprattutto vitale: un adolescente insomma!

Le due storie si intrecciano in modo più profondo quando la madre di Luca, in partenza per il Mali per un lavoro di sei mesi come cooperante, affida il figlio a Bruno, rivelandogli un segreto tenuto nascosto per 15 anni: Luca suo figlio, nato da un amore giovanile, che Bruno non aveva avuto il coraggio di inseguire. La donna chiede a Bruno di occuparsi di Luca senza rivelargli la propria identità, Bruno, accetta suo malgrado e da qui comincia il cambiamento nella sua vita e in quella di colui che non sapeva essere suo figlio.

Non si tratta di una commedia generazionale come tante, è un film capace di narrare e di far vivere un incontro: quello tra due individui apparentemente molto diversi, ma molto più simili di quanto si possa pensare.

Luca è un adolescente vero, dipinto in tutta l’ambivalenza caratteristica di questa fase dello sviluppo: la gamma delle sue emozioni è completa e va dalla tenerezza per la madre, alla nostalgia per la sua lontananza, alla rabbia per la sua partenza nei momenti di difficoltà. Una rabbia tipica dell’età, che va di pari passo con l’insoddisfazione e la frustrazione del ritrovarsi a vivere con il proprio professore, nel quale si vorrebbe trovare un complice e invece si trova qualcuno che prova a fare l’adulto, pur non essendolo mai stato.

Eh già perché è qui che i destini si incrociano: Bruno è un adulto, ma forse solo anagraficamente, bloccato com’è in un’eterna insoddisfazione che lo porta a sopravvivere alle sue giornate, senza pretendere molto di più.

Ma Luca non lascia scampo, è un ragazzo e, come tale, ha il dono di mettersi nei guai e si caccerà in un guaio molto grosso, che ha a che fare con il traffico di droga. Un rischio enorme da correre per un ragazzino di soli 15 anni.

Una situazione complicata da gestire per un uomo che inizia a scoprirsi padre, con i sentimenti e le preoccupazioni e la voglia di protezione che questo porta con sé.

Non ci sono prediche in questo film, l’intento del regista non è moralistico, ma piuttosto realistico, nel dipingere il cangiare inevitabile di questo rapporto verso una sempre maggiore intimità: resa possibile dall’incontro di un uomo che riscopre se stesso e le proprie potenzialità, oltre l’immobilismo che lo aveva caratterizzato negli ultimi anni e che poi rende possibile l’incontro tra un uomo e un ragazzo, tra un padre e un figlio.

Questo film ci permette di mettere a fuoco non solo i rischi che può correre un adolescente come tanti, ma anche di portare attenzione sui fattori protettivi, che in questo caso sono rappresentati da un adulto di riferimento, quando sente di potersi prendere la responsabilità educativa di un figlio anche se ne ha appena scoperto l’esistenza.

 

Titolo: Scialla!

Regista: Francesco Bruni

Anno: 2011

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