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Una nuova strada per combattere l’alcolismo?

di , 30 Ottobre 2013 17:53

E’ stata condotta dai ricercatori dell’università di Cagliari la ricerca che potrebbe aiutare a combattere la dipendenza da alcol.

L’èquipe coordinata dal Prof. Elio Acquas, professore associato di Farmacologia presso la facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Cagliari, e composta dai ricercatori Miriam Melis, Pierluigi Caboni e Ezio Carboni, ha condotto una ricerca che individua i meccanismi biologici che controllano la dipendenza da alcol e che è stata pubblicata su Addiction Biology, la più importante rivista internazionale di neurobiologia delle tossicodipendenze.

Si tratta di una sperimentazione condotta sui topi che ha permesso di mettere in evidenza un meccanismo a due passaggi secondo cui l’alcol fungerebbe da stimolante per le cellule nervose di una particolare zona del cervello (area ventrale del tegmento).

La stimolazione darebbe luogo alla produzione dopamina, un neurotrasmettitore che permette la comunicazione tra le cellule.

La dopamina è determinante nel controllo di funzioni come la motivazione e l’affettività, aspetti che, quando alterati, stanno alla base di molti disturbi psichiatrici, come la depressione, la schizofrenia e la dipendenza da sostanze.

Il meccanismo sarebbe strutturato in questo modo: quando l’alcol raggiunge le cellule dell’area ventrale del tegmento viene trasformato prima in una molecola che si chiama aceltaldeide, che poi reagisce alla dopamina rilasciata dalle cellule e produce il salsolinolo che eccita le cellule dell’area ponendo le basi per il possibile sviluppo di una dipendenza.

Si tratta di uno studio che potrebbe avere una ricaduta applicativa immediata: se si riuscisse ad intervenire in uno dei due passaggi che precedono la formazione del salsolinolo, si impedirebbero gli effetti dell’etanolo sull’insorgenza della dipendenza da alcol.

Secondo gli autori si tratta di una scoperta che può aprire la strada allo sviluppo di nuove terapie volte a combattere la dipendenza da alcol.

A mio avviso si tratta di una scoperta interessante che, può essere particolarmente utile nel lavoro in sinergia tra figure prifessionali differenti, che è necessario fare quando si ha a che fare con le dipendenze.

 

 

Adolescenti sardi e consumo di bevande alcoliche: la nostra ricerca

di , 13 Agosto 2012 13:35

I PARTECIPANTI ALLA NOSTRA RICERCA

 

 

Alla nostra ricerca hanno partecipato 4380 ragazzi (46,9%) e ragazze (53,1%) di età compresa tra i 10 e i 19 anni (M=13,41 anni DS=1,52), che hanno compilato un questionario costruito ad hoc.

I partecipanti sono studenti e studentesse di 30 scuole, di cui 14 scuole secondarie di secondo grado (2096 studenti del primo anno) e 16 scuole secondarie di primo grado (2284 studenti del primo, secondo e terzo anno) delle vecchie quattro province sarde: Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano (come è possibile vedere nei grafici sotto).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Più della metà dei giovani partecipanti alla nostra ricerca (58,7%) dichiara di bere alcolici.

Tale consumo può essere definito occasionale perché si presenta con maggior frequenza “raramente in un anno” e “una o due volte in un mese”.

I bevitori sono per lo più ragazzi (52,7%), ma anche le ragazze presentano un’alta frequenza di consumo (42,7%) (Tabella 1).                             


 

TABELLA 1.DIFFERENZE DI GENERE RISPETTO AL CONSUMO DI BEVANDE ALCOLICHE

 

 

 

L’età maggiormente associata al consumo di alcolici è quella compresa tra i 14 e i 15 anni (58,2%), mentre i ragazzi e le ragazze più giovani sono meno coinvolti nel rischio (il 66,4% sono non bevitori) (Tabella 2).

 

 

 

 

 

TABELLA 2. DIFFERENZE TRA FASCE D’ETA’ RISPETTO AL CONSUMO DI BEVANDE ALCOLICHE

 

 

 

Sono, infatti, gli studenti e le studentesse della scuola secondaria di secondo grado a essere maggiormente coinvolti nel consumo di alcolici (60,6%).

Tuttavia, il fatto che 1011 ragazzi e ragazze della scuola secondaria di primo grado bevano alcolici è un dato estremamente interessante che testimonia e conferma, anche nella nostra Regione, quanto osservato dall’OMS, cioè la tendenza ad avvicinarsi e ad iniziare a bere alcolici in età sempre più precoce (Tabella 3).

 

 

 

TABELLA 3. DIFFERENZE TRA SCUOLE FREQUENTATE RISPETTO AL CONSUMO DI BEVANDE ALCOLICHE

 

 

Anche la residenza in una delle quattro vecchie provincie della Regione Sardegna (Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano) incide sul consumo di alcolici tra gli adolescenti partecipanti alla nostra ricerca.

Gli studenti e le studentesse che vivono nella provincia di Cagliari (30,1%) fanno meno uso di bevande alcoliche, mentre il consumo si fa più elevato nella provincia di Sassari (28,1%) (Tab.4).

 

 

 

 

TABELLA 4.  DIFFERENZE TRA PROVINCE DI RESIDENZA RISPETTO  AL CONSUMO DI BEVANDE ALCOLICHE

 

 

In media i partecipanti dichiarano di aver iniziato a bere a 11,7 anni, le ragazze principalmente in compagnia di amici (51,4%), mentre i ragazzi in famiglia (57,4%).

Per quanto riguarda il consumo nel weekend bevitori e bevitrici assumono alcolici principalmente con il proprio gruppo di amici in ristoranti, pub, bar, locali notturni e discoteche.

Le bevande alcoliche maggiormente consumate sono birra, cocktail con energy drink e alcolpops. Questa distribuzione di frequenza appare molto in linea con il passaggio da un modello di consumo di alcolici tradizionale, definito “mediterraneo”, ad un modello “nordico” (bere fuori dai pasti).

Sebbene la maggior parte dei bevitori sia coinvolto in un consumo occasionale, ben il 36,3% (573 persone su 2569) dichiara di essersi ubriacato negli ultimi sei mesi.

Inoltre, è coinvolto nel fenomeno del binge drinking, un consumo eccessivo di alcolici (superiore ai 5 bicchieri), il 14,3% dei bevitori (367 persone su 2569). Tale condotta, caratterizzata da forti quantità di alcolici bevute fuori dai pasti, si concentra nel weekend, in particolare il sabato sera. Sono principalmente coinvolti in tale comportamento rischioso ragazzi di età compresa tra i 14 e i 15 anni.

Così come riportato dall’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcol (2007), il binge drinking è un fenomeno minoritario, ormai presente anche nel contesto italiano che segna una nuova tendenza nel consumo degli alcolici, orientata verso la trasgressione, la fuga e lo sballo.

Grazie a tutti!

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di , 11 Giugno 2012 19:42

Siamo ormai giunte al termine del nostro lungo lavoro di ricerca.

Un’attività durata ben due anni, che ci ha permesso di incontrare tanti ragazzi nelle scuole di tutta la Sardegna: ben 4380!

Le scuole coinvolte sono state circa 30, collocate in tutto il territorio, dai capoluoghi di provincia ai paesi più piccoli.

Dovunque abbiamo incontrato accoglienza e partecipazione attiva, a partire dai dirigenti e dagli insegnanti referenti alla salute, per arrivare agli insegnanti che ci hanno accompagnato nelle classi e soprattutto ai ragazzi, che con grande disponibilità e interesse, hanno compilato il nostro questionario lungo ben 7 pagine…

Il modo migliore per concludere il nostro lavoro ci è sembrato quello di incontrare i ragazzi direttamente a scuola, quando è stato possibile, per discutere direttamente con loro i risultati della ricerca.

Per noi è stata particolarmente significativa la premiazione delle due classi vincitrici della gara “Crea il tuo spot”: la IV H (oggi V H) del Liceo Classico Siotto di Cagliari (che vedete in foto con il Professor Italo Montisci) e la 3B dell’Istituto Comprensivo di Gonnesa (anno scolastico 2010-2011).

Trovate gli spot più votati e tutti gli altri a questo link: http://giovaniealcol.blog.tiscali.it/spot/

Ringraziamo per la collaborazione le seguenti scuole e i loro studenti e studentesse:

I.T.C. Martini-Cagliari, Liceo Classico Siotto-Cagliari, ITAS Deledda-Cagliari), ITCG Angioy-Carbonia, Scuola Media Giovanni Pascoli-Assemini, Scuola Media Alagon Ciusa Dessì-Cagliari, Scuola Media-Cortoghiana, Istituto Comprensivo-Gonnesa, Scuola Media Grazia Deledda-Serramanna, IIS Margherita di Castelvì-Sassari, Liceo Classico Azuni-Sassari, ITI Angioy-Sassari, Scuola Media N°10 Lattedolce-Sassari, Scuola Media N°2 Salvatore Farina-Sassari, Scuola Media N°3 Pasquale Tola-Sassari, Istituto Comprensivo-Usini, Liceo Statale Benedetto Croce-Oristano, ITIS Otocha-Oristano, Liceo Scientifico Mariano IV d’Arborea-Oristano, Scuola Media E. de Amicis-Cabras, Scuola Media N°2-Oristano-Silì, Scuola Media Giuseppe Ungaretti-Milis-Tramatza, Istituto Comprensivo-Mogoro, Istituto Magistrale Sebastiano Satta-Nuoro, IIS Francesco Ciusa-Nuoro, Liceo Classico Giorgio Asproni-Nuoro, ITC Salvatore Satta-Nuoro, Scuola Media N° 1 Piero Borrotzu-Nuoro, Scuola Media Salvatore Fancello-Dorgali, Scuola Media-Oliena.


Le cattive abitudini dei ragazzi

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di , 20 Gennaio 2012 10:25

“E’ il fascino per le cose proibite, quelle che “fanno gli adulti”. Bere alcol, fumare sigarette, giocare con videogames violenti o guardare materiale pornografico sono abitudini diffuse fra gli adolescenti. Lo rivela lo studio “Vietato Non Vietato”, promossa dal Movimento genitori (Moige) e realizzata dal Centro Interuniversitario per la Ricerca sulla Genesi e sullo sviluppo delle Motivazioni prosociali e antisociali dell’Università “Sapienza” di Roma. La ricerca, presentato oggi al Senato, fotografa i comportamenti considerati “a rischio” dei minori.”

LEGGI l’ARTICOLO COMPLETO:

http://www.repubblica.it/scuola/2012/01/19/news/alcol_sigarette_e_video_porno_le_cattive_abitudini_dei_ragazzi-28414868/?ref=HREC2-10

 

Alcol e internet

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di , 1 Dicembre 2011 20:17
Secondo uno studio condotto dal Weill Cornell Medical College (New York) il consumo di alcol negli adolescenti è direttamente correlato al tempo passato in internet. A darne notizia è la rivista Addictive Behaviors, che ha riportato i risultati di un sondaggio anonimo che ha coinvolto 264 giovani residenti negli Stati Uniti di età compresa tra i 13 e i 17 anni. Nel link l’articolo completo: Cesda (Centro Studi e Ricerche su Dipendenze e AIDS)

Drunkorexia: a metà strada tra sballo alcolico e anoressia

di , 29 Novembre 2011 17:38

 

È già stata definita l’ultima frontiera dei disordini alimentari. Nasce da un poco idilliaco connubio tra anoressia e abuso di alcol e pare che la sua diffusione sia in aumento soprattutto tra adolescenti e studenti universitari.
Attratti dall’idea di dimagrire i ragazzi iniziano a ridurre la quantità di cibo ingerita sostituendola con smodate quantità di alcolici. I giovani drunkoressici non mangiano ma bevono, convinti di compensare con il bere le calorie che non vengono ingerite con il cibo: è quanto emerge da una ricerca condotta dai ricercatori dell’Università del Missouri. La “moda” dilaga e va diffondendosi in modo interculturale, tanto che pare che in Gran Bretagna siano più di un milione i giovani colpiti da drunkorexia nella fascia d’età tra i 14 e i 25 anni. Non ne è esente neppure l’Italia, anche se ancora non ci sono dati precisi di riferimento. Circa il 16% dei ragazzi ha affermato di mangiare meno per poter introdurre le calorie provenienti dalle sostanze alcoliche senza ingrassare. A volte bevono prima dei pasti in modo da aumentare il senso di sazietà e mangiare meno. Si arriva addirittura ad investire in alcolici i soldi risparmiati con il cibo.

Questa modalità è tre volte più frequente nelle donne, le quali trovano più facilmente degli uomini modelli famosi ai quali ispirarsi. Quante volte abbiamo visto Britney Spears, Paris Hiton, Amy Winehouse o LIndasy Lohan ritratte ubriache dai tabloid? Bere è un modo per emulare qualcuno ma anche per sentirsi accettati dal gruppo e rispondere in modo adeguato all’imperativo culturale: “bevi ma rimani magra” che, secondo Douglas Bennel del Centro Renfrew per i Disordini Alimentari, ormai non è più solo americano, ma si sta diffondendo a macchia d’olio anche al di là dell’Atlantico.

Tali condotte non sono esenti da effetti collaterali: è soprattutto il fegato l’organo messo a dura prova dall’abuso di sostanze alcoliche, anche se tutto l’organismo alla lunga ne subisce le conseguenze: si riduce la capacità dei polmoni di filtrare le sostanze estranee inalate, si alterano le pulsazioni cardiache e il funzionamento della circolazione. L’alcol non contiene sostanze nutritive e a stomaco vuoto non può che ledere l’organismo. Inoltre bere alcolici per dimagrire non sortisce nemmeno l’effetto voluto, infatti gli effetti sono addirittura peggiori delle condotte anoressiche e bulimiche. Il dimagrimento in questo caso è fittizio: il fisico viene massacrato visto che si introducono le calorie dell’alcol, ma non le sostanze importanti come le proteine e i grassi.
Non possiamo certo trascurare gli aspetti psicologici legati a questa forma di abuso che crea rapidamente dipendenza e che evidentemente va ad inserirsi in un contesto di disagio personale/sociale molto vasto. Dal punto di vista psicologico si crea un circolo vizioso di frustrazioni perché il “sacrificio” non porta ai risultati sperati: il fisico diventa presto molle come un budino. Non si dimagrisce come sperato e si beve di più e si mangia di meno per placare la frustrazione in aumento.
I promotori della ricerca sottolineano il ruolo fondamentale dell’informazione e della prevenzione, soprattutto in considerazione della giovane età dei protagonisti. Il ruolo dell’informazione in questa età è importante, ma non è il fattore prioritario: i ragazzi sanno che gli alcolici sono sostanze nocive, il problema è che sono anche sostanze in grado di produrre una sensazione di benessere e funzionano da ansiolitici e da aggregatori sociali. Il lavoro di prevenzione e di supporto può essere fatto da un lato aiutando i ragazzi a “punteggiare” anche sugli aspetti di rischio, oltre che quelli di piacere. Un piacere che è fugace, che dura il tempo di far “evaporare” le sostanze alcoliche, mentre le conseguenze restano.
Ancora più importanti nell’età delicata dell’adolescenza (che ormai si protrae fino ai 25 anni) è la valorizzazione dei fattori protettivi: le relazioni positive in famiglia, con gli amici, a scuola. Gli adulti di riferimento, ad esempio dovrebbero essere capaci di portare avanti un’attività di monitoraggio costante e non invasiva per cogliere in tempo eventuali segni di disagio, sia a scuola sia a casa. Sono importanti gli interessi che i ragazzi hanno modo di sviluppare negli anni: l’attività sportiva è ad esempio un ottimo fattore protettivo rispetto alla messa in atto di condotte a rischio.
È vero che questa modalità di “trasgressione” chiama in causa differenti aspetti di sofferenza e diverse forme di manifestazioni di disagio, ma lo sguardo attento e la capacità di ascolto di chi sta attorno ai giovani possono essere un supporto adeguato, sia nella prevenzione, sia nel sostegno quanto più possibile precoce nel momento di manifestazione effettiva del disagio.

Perché questo blog…

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di , 21 Novembre 2011 18:28

IL BLOG

Giovani e alcol nasce come luogo virtuale di scambio e di confronto, per i giovani e per gli adulti che svolgono funzioni educative (genitori, insegnanti, psicologi, educatori…), al fine di conoscere l’opinione di tutte le parti che sono coinvolte direttamente in tali tematiche.Uno degli obiettivi che la ricerca persegue è, infatti, quello di rendere i ragazzi protagonisti attivi del loro processo di crescita individuale e sociale.

LA RICERCA

Si tratta di un’indagine di ricerca su giovani e alcol che si propone di conoscere la situazione dei ragazzi sardi dagli 11 ai 15 anni, rispetto alle tematiche relative all’uso di bevande alcoliche e all’influenza dei messaggi pubblicitari sulla percezione del rischio associata a tale consumo. La ricerca è stata finanziata dalla Regione Autonoma della Sardegna nell’ambito del Programma Operativo FSE Sardegna 2007-2013 sulla Legge Regionale 7 agosto 2007, n° 7 “Promozione della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica in Sardegna”. Il nostro ente ospitante è il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Cagliari.

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